Questo è il blog di due anime che si aggirano solitarie in mountain bike nei boschi, sulle strade, nel cuore delle cose.

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lunedì, 30 giugno 2008
Silvia & Chiara

Sono le 16:30 circa quando incontro in un  sentiero del bosco una ragazza in MTB con una bambina.
Inizialmente la cosa mi stupisce ed incuriosisce perchè sono entrambe in bici... anche la bambina ha un MTB piccola piccola che sembra un abito su misura, con un caschetto e una tutina che sembrano un modellino in scala di quelli usati da noi adulti.

La ragazza mi fa un cenno di fermarmi e, una volta fermato, mi fa: "la bambina ha forato una ruota... e ora che faccio???"

Lì per lì mi è venuto da sorridere al pensiero che anche una bimbetta di 7 anni ha problemi di foratura in MTB... ma poi, guardando la ragazza, ho capito che anche se non voleva darlo a vedere era nel panico piuù totale.
E dire che non era un sentiero impegnativo ma una semplice sterrata, in pianura, a fondovalle... la civiltà, però, distava 4 Km....
Allora, non potendo montargli la camera d'aria che porto sempre nello zaino (troppo grossa!) gli metto una toppa sulla sua camera d'aria versione baby.
Parlando, la ragazza mi racconta che è appassionata da anni di MTB, fa gare e che è da queste parti in vacanza e sta cercando di appassionare anche sua figlia. Sono del trentino ed è una ragazza madre.
Mentre raccontava di se l'ammiravo molto per la voglia e la determinazione che solo una madre amorevole sa mettere nel crescere una figlia tutta sola.

Finita la riparazione le saluto e riparto per la mia strada, tra le montagne, in completa solitudine.
Chissà se un giorno rincontrerò quella bambina tra i boschi e magari, pedalandoo insieme, si ricorderà di questa giornata.

Ciao Silvia e Chiara, ovunque voi siate.

Postato da: Musty77 a 22:56 | link | commenti (1)

giovedì, 26 giugno 2008

lines

Siamo al tramonto di una giornata caldissima, i mattoni della città rilasciano lentamente il calore accumulato durante la giornata. Guardiamo la mia vita come davanti ad un televisore, schierati con le seggiole una a fianco all'altra, loro tre con le braccia conserte, io con le gambe appoggiate alla ringhiera a rimirare la prospettiva delle mie gambe, fino alle punte dei piedi l'una rivolta verso l'altra.
Gatone scuote la sua testolina contornata da una pettinatura alla playmobil; ha uno sguardo perso all'infinito, oltre il balcone dove si svolgeva la mia vita. Renato ha lo sguardo rivolto verso lo stesso punto e di sicuro mi rivede saltellare dall'altra parte della strada. Mi dice a gesti:
ti ricordi quando ci vedevamo dalla terrazza e ti dicevo che ti avrei tirato il collo? Anche Fabrizio sorride con il suo sguardo appesantito dalla fatica dei giorni. Tutti parlano di me come se quella matta che portava la bici in terrazza al quinto piano senza ascensore fosse una mia sorella finita  precocemente in manicomio o scappata in Cina o chissà... E' un onore per me assistere a questo film insieme a personaggi così illustri, perché questi tre uomini sono personaggi che godono della mia più profonda stima e che mi fregio di conoscere: racconto a tutti dei miei amici matti. L’osservazione tante volte è Che brava che fai volontariato. Nessuno forse capirà mai; è difficile capire quanto si perde se si guardano le persone dall’alto in basso, le interpreta invece di ascoltarle, invece che annusarle e abbracciarle, quando si è abituati a farlo. Ho bisogno della loro prospettiva, dei loro occhi e delle loro frasi semplici per capire cosa vuol dire guardare il mondo, stare con gli altri, vivere la sofferenza e la gioia di vivere.
Mi sembra più che mai di continuare a perseguire una ricerca di ciò che è invisibile agli occhi degli sciami di macchine che vanno veloci sulle strade trafficate. Le attraverso andando in quella stradina ghiaiata dove non c’è nessuno, proseguo osservando le case, le colline lontane, percependo nelle mie membra la fatica dello stare in sella per molte ore. Alla fine del mio viaggio c’è sempre una me stessa capace di accogliere gli altri al meglio: la bici rende liberi, spoglia da ogni pensiero superfluo o dannoso, divelle ogni spina piantata come un paletto nel cuore, sradica ciò che viene dato per scontato, prepara il mio sorriso a risplendere ancora di più.

Postato da: FatinaTedesca a 22:22 | link | commenti

mercoledì, 25 giugno 2008
Eremo di San Girolamo sul Monte Cucco

San Girolamo (AN)

Era una mattina calda e, come al solito esco dal garage con lo zaino idrico sulle spalle, la cartina e il mio fido amico gps.

Parto per una nuova avventura... non decido mai in anticipo il percorso, non pianifico nulla, vado dove mi porta la natura e, tramite sms, comunico i numeri dei sentieri a mia moglie, nel caso ce ne fosse necessità. La sicurezza in montagna non è mai troppa!
Imbocco una sterrata, che so mi condurrà su una vetta del massiccio del Mone Cucco, che è anche uno splendido ed incontaminato parco naturale.
Attraverso un paesino, sono le 9 del mattino, fa caldo, gli anziani sono già seduti fuori delle loro case, sulle sedie di paglia o sulle panchine. Mi guardano con un'aria stupita, anche se, da queste parti, la MTB è uno sport quasi nazionale!
Dopo 9 km di salita, non troppo impegnativa, mi ritrovo a 1.110 metri di quota, con un panorama da mozzare il fiato. A destra tutto il paesaggio marchigiano e a sinistra tutta l'Umbria. Infatti il massiccio di M. Cucco è sulla linea di confine. Vedo persino il mio paesino dall'alto... è bellissimo!
Prendo il cellulare e chiamo mia moglie, cercando, a parole, di descrivergli ciò che stanno ammirando i miei occhi.
Ora inizia la discesa... la natura si fa sempre più selvaggia e il sentiero sembra quasi una galleria all'interno del bosco. Il profumo del sottobosco predomina su tutto, quel mix di umidità, erba... insomma il profumo della natura.
Ad un certo punto inizio da lontano, dall'alto a scorgere tra gli alberi il meraviglioso eremo di San Girolamo, conosciuto ai più come Eremo di Monte Cucco.
E' sempre un emozione quando lo vedi apparira dal nulla, in mezzo al nulla, abbarbicato su una parete di roccia a strapiombo sulla forra del Rio Freddo. Infatti proprio li vicino c'è una profonda gola, tra due pareti di roccia a picco, strettissima con al'interno un torrente (il Rio Freddo appunto) che forma piccole rapide e cascatelle. Un paesaggio da favola.
Purtroppo l'eremo non è visitabile in quanto i pochissimi frati Camaldolesi che ci vivono esigono la più profonda solitudine e rispetto questa loro scelta con grande ammirazione.
Il giro è al termine, sono nel paesino di Perticano e trovo nuovamente l'asfalto che mi riporterà a casa...

E' difficile esprimere con le parole che sensazioni ed emozioni si provano a girare da soli, nel silenzio della natura, tra i suoi suoni, odori e colori...

 

Postato da: Musty77 a 13:40 | link | commenti (3)

Chi è Musty?

Mi presento: sono un fotografo professionista e docente di fotografia, ho quasi 31 anni, sono felicesposato, mi piace la natura e vivere dentro di essa per assaporarne ogni singolo odore, sapore, sensazione... insomma mi piacciono le emozioni, che mi regala. Sono anche uno dei moderatori del forum più importante, dedicato, esclusivamente, al mondo delle mountain-bike (www.mtb-forum.it) con il nick Musty.

Hobby: il mio unico grande hobby è la mountain-bike. Pratico questo sport da oltre 21 anni e sempre con entusiasmo, passione e rispetto della natura. Non faccio gare e non mi piace farle, perchè, per me, andare in bici tra le montagne, nel silenzio, è un modo per ritrovarmi e riflettere. Insomma un modo di vivere!

L'incontro: un giorno, in modo del tutto causale ed inaspettato ho "incontrato" fatinatedesca e... da quel giorno... ho capito di non esser solo sulla faccia della terra... "l'unico scemo che va in giro da solo per boschi"! Che dire... a volte le uscite le faccio con mia moglie però, non avendo un adeguato allenamento, alcune "imprese" per lei sono off-limits.

Ed ora in sella... per una pedalata insieme... che spero ci porti lontano, molto lontano...

Postato da: Musty77 a 13:26 | link | commenti (1)

lunedì, 23 giugno 2008

inhabitant of the Appennines

Le forze si esauriscono sulla strada e resta poco per la tastiera. Duecentocinquanta o trecento chilometri a settimana non sono forse tanti per chi si allena per fare un viaggio come il mio, ma riempiono le mie giornate già piene di altre cose; invece di sfiancarmi instradano la mia mente e la rendono snella ed efficace nei ragionamenti, spogliandola dei pensieri e delle preoccupazioni in eccesso. Arrivo in bici ovunque per coniugare gli impegni: i miei amici mi accolgono sudata ed infangata, mi offrono una doccia e vengono poi contagiati dalla luce che emanano i miei occhi e le mie labbra sorridenti, dallo splendere della mia pelle irrorata di ossigeno. E continuo a vivere così, come più mi piace, portando avanti e parlando del mio stile di vita come una evangelizzatrice della bicicletta. Non credo farò mai proseliti, viste le smorfie di dolore che si dipingono sui volti delle persone quando pronunciano la parola mountain bike o la parola salita, o addirittura Pirenei?, ma continuo a vivere come voglio ed a comunicare la mia gioia al mondo intero.

Intanto Musty viaggia da solo come me, come me in mountain bike. Come me soffre insieme al suo corpo per raggiungere i monasteri, per esplorare il territorio vicino a casa sua abbracciandolo lentamente con lo sguardo pedalata dopo pedalata, come me si ferma estasiato a guardare il mondo attraverso l'obiettivo della sua macchina fotografica. Arrivano nel mondo messaggi sintetici via sms che fanno scaturire sorrisi che coinvolgono tutto il mio essere: tra simili bastano parole in codice per capirsi. Diversamente dagli altri ciclisti che ho conosciuto, su internet e non, non mi ha detto mai Portami con te o Come sei brava, ma Pensavo di essere l'unico scemo della terra, e invece...

Postato da: FatinaTedesca a 05:51 | link | commenti (3)

sabato, 07 giugno 2008

Ultimamente non ho avuto molto tempo per aggiornare il blog. Il viaggio sta consumando tutte le mie energie. Mentre in passato ribaltavo le mie ansie pre-partenza su queste pagine, ora vivo le emozioni che necessariamente accompagnano una impresa simile in maniera del tutto privata, scaricandole in una storia che ancora non ha visto la luce nella sua forma compiuta: la storia che ha fatto nascere questo blog e rinascere me.  Diventerà un libro o forse un mattone di carta, chissà! La cosa certa è che l'unico modo di vivere è quello di continuare a pedalare ed a comunicare.

Ieri sono tornata da Ravenna in bici attraversando scenari inaspettati, incontrando persone sorridenti e gentili. Dentro di me scorrevano i pensieri alla velocità della strada: ho finalmente deciso di partire da sola. Ci sono esperienze che vanno vissute senza filtri.

Annuncio l'ingresso in questo spazio di Musty, avrò presto occasione di presentarlo. Non posso dire molto di lui, per ora è un personaggio misterioso anche per me quindi lascerò che si presenti da solo.

Visualizzazione ingrandita della mappa

Postato da: FatinaTedesca a 11:16 | link | commenti (3)

giovedì, 17 aprile 2008

 

La vita mi riporta, prima o poi, sempre sulla stessa strada. Sono ora pronta a ripartire per la prossima avventura anche se non ho ancora deciso la meta. Mi piacerebbe ripercorrere altri 1500 km. Sto pensando di andare a vedere l'oceano in bici, partendo da Bologna, ma anche di fare un tour dell'Islanda, o di accettare l'invito per il sudamerica. La cosa più importante ora è allenarsi, perché partirò! L'08 agosto sono pronta a salpare. Mi piacerebbe dividere questa esperienza con qualcuno, ma ancora non ho trovato le persone giuste.

Postato da: FatinaTedesca a 19:00 | link | commenti (4)

mercoledì, 27 febbraio 2008

Il mattino alle otto meno dieci un tizio parla alla radio di una cosa chiamata blog: come fossero delle affascinanti creature aliene moderne, le descrive minuziosamente. La prima regola per rendere un blog cliccato (spiega: quindi visto da molti utenti), è che questo sia aggiornato regolarmente.
Ho ampiamente trasgredito a questa regola in tutti questi anni. Questo spazio del resto è fatto da qualcuno che ogni tanto riversa i suoi pensieri all’esterno e di lettori casuali e non che ogni tanto si affacciano: è un dialogo interrotto tra me e il mondo. Ogni tanto scrivo e il mondo ogni tanto mi risponde.

C'è chi mi cerca per sentire se ancora riesco a imprimergli quella forza, se ancora persisto nel cercare la mia strada azionando le mie cellule cerebrali con quel movimento rotatorio delle gambe. La risposta è sì, ma ho l'impressione che, crescendo, la vita di una persona diventi sempre meno pubblica e sempre più privata: non so se è un bene o un male come non so se il torpore felice che mi pervade sia un anestetico o una medicina.

Non so se in realtà sia più felice chi si sente un re nella propria normale vita quotidiana, in pace con se stesso anche senza stimoli, o chi cerca di fare scoppiare a colpi di pedale ogni forma di stasi mentale che si crea dentro di se: nel dubbio, pedalo con la bici da corsa verso il lavoro con i tacchi a spillo e mi crogiolo nell'ambiguità.

Qualcuno mi contatta inebriato da ciò che queste pagine e le altre riescono a trasmettergli e mi fa capire che questo spazio ha ancora un enorme valore, nonostante non venga regolarmente aggiornato. 

I sogni hanno valore. I progetti ambiziosi hanno valore. Ed è per sostenere i miei e quelli degli altri che scrivo. Ogni sorriso che scambi con chi incroci per strada mentre pedali veloce e felice ha un valore incommensurabile. Ogni persona cui riesco a trasmettere il mio entusiasmo, che si convince di potercela fare e parte è per me una vittoria.

Postato da: FatinaTedesca a 00:58 | link | commenti (3)

lunedì, 02 luglio 2007

Penso e ripenso, scrivo mentalmente milioni e milioni di post, per poi non riuscire a scrivere nemmeno una riga.

Ci sarà il tempo, ci saranno i momenti. Nel frattempo vivo. E pedalo.

L'11 di luglio riparto, per le Alpi. Dal Lago di Garda a Monaco di Baviera. 12.000 metri di dislivello.

 

Postato da: FatinaTedesca a 11:32 | link | commenti (3)

martedì, 15 maggio 2007

La sera mi conduce di nuovo a spendere le ultime forze sulle colline.
Il percorso di oggi è questo: Bologna - San Lazzaro - Croara - Montecalvo - Rastignano - Bologna

 

 

Postato da: FatinaTedesca a 21:33 | link | commenti (3)